Magnano e le sue origini
 
  Anticamente il paese di Magnano, sorgeva
intorno alla Chiesa di San Secondo,
feudo del Vescovo di Vercelli, come d'altra
parte quasi tutto il Biellese.
Le notizie più antiche risalgono al 1166,
allorchè gli artigiani del ferro del paese,
chiamati appunto magnan, regolavano con
un contratto le forniture ai canonici della
Cattedrale di Vercelli.
Magnano fu concesso agli Avogadro di
Cerrione, ma sul finire del XII sec. che lo
mantennero come feudo, anno in cui passò
ai Savoia.
Dopo un periodo di sudditanza ai Dal Pozzo,
il paese fu reintegrato nel territorio degli
Avogadro nelle cui mani rimase fino al
sec. XIX.
Informazioni utili
 
 
    San Giovanni Battista
 
 
 
       
    Costruita a partire dal 1658 nello stile barocco più comune alle chiese biellesi, la
parrocchiale di Magnano si presenta a tre navate, con presbiterio e coro ampliati
nel 1750.
Il bellissimo pulpito e il credenzone della sacrestia sono opera di Carlo Francesco Auregio
Termine, scolpiti nel 1698.
A 23 anni prima, inoltre, risale la commissione al biellese Giovanni Antonio Flecchia
dell' ancona dell' altare del Suffragio, una delle poche opere ancora esistenti di questo
artista, ricca di motivi floreali, teste di cherubini,angeli e cariatidi.
La chiese di S. Giovanni Battista presenta anche opere pittoriche di rilievo: l'esempio
principe è costituito dalla tela dell' altar maggiore con la Nascita di S. Giovanni Battista e i
Ss. Secondo e Biagio, eseguita dal torinese Bartolomeo Garavoglia nel 1677; accanto alla
quale si situa l' interesseante lavoro di Antonio Germanetti di Tollegno con la tela
dell' altare di S. Antonio, datata 1676.
Ai primi decenni del 1700, invece, sono attribuibili le opere del torinese Pietro Agostino
Zamorra, che nel 1722-23 eseguì quattordici quadri con gli Apostoli, la Madonna e il redentore, con cornici dipinte e dorate da Giuseppe De Fabianis di Zumaglia.
L' altare in marmo è del 1752-53, opera di Francesco Olgiate di Viggiù.
Gli altari del Rosario e dell' Angelo Custode furono invece rifatti nel 1818. Nel 1866, inoltre,
lo scultore Bosco scolpì il baldacchino e nel 1859 il minusiere Lorenzo Simonetti di
Mongrando eseguì la bussola.
Nel 1830 fu ritoccata la facciata, ma la sistemazione definitiva si ebbe solo nel 1851 per
opera del mastro Negri. Nel 1995 è stata completamente restaurata, riapplicando i
colori del Negri.
 
 
 
    L'organo Bruna
 
   
L' organo è di Giovanni Bruna di Miagliano
e risale al 1794.
In seguito fu oggetto di interventi di
Giovanni e Giacinto Bruna, e di altri organari
che ne misero a rischio l'integrità.
Nel 1981 Italo Marzi lo ha recuperato
stornando le sovrapposizioni; nel 1994 lo
stesso organaro ha provveduto a una
completa opera di messa a punto.
La cantoria e la cassa sono opera di Pietro
Antonio Serpentiere o della sua scuola.
Gli strumenti musicali dipinti sui pannelli
della cantoria sono del 1822.
Situato sulla bussola in cantoria, ha una
facciata con Do1 del Principale 8' , 22 registri;
tastiera di 50 tasti in sesta (Do1/Fa5),
pedaliera a leggio di 13 tasti in sesta
(Do1/Mi2)il diapason è di 432 Hz. a 20° C, il
temperamento è il Kirnberger III.